VETRO ED ENERGIA PULITA, UN BINOMIO DESTINATO AL SUCCESSO
Il binomio vetro-energia è stato uno dei punti di maggiore interesse di Vitrum 2009, solo in parte e apparentemente messo in sordina dalla scarsa presenza di espositori alla sezione specifica Vitrum Energia. In realtà di questo tema si è molto parlato, a partire dalla conferenza Vetro e Risparmio Energetico che si è tenuta giovedì 29 ottobre, il secondo giorno della rassegna italiana.
Se infatti la produzione di energia pulita è ormai al centro degli interessi mondiali, sia per tutte le problematiche legate alla tutela dell’ambiente sia per le enormi potenzialità in termini di sviluppo del business, è altrettanto vero che l’industria del vetro ha risposto con entusiasmo e impegno alla sfida, lavorando negli ultimi anni allo sviluppo di prodotti altamente innovativi. La produzione di pannelli fotovoltaici e termici ha avuto un incremento notevole in questi anni, in tutto il mondo Europa compresa: si calcola infatti che la capacità produttiva di energia elettrica da fotovoltaico sia cresciuta dal 2003 al 2008 di oltre il 39%, arrivando ad un totale di 14.730 Mw, di cui oltre 9.400 prodotti dall’Europa dei 27. In particolare in Italia la produzione attuale si aggira intorno ai 700 Mw, equivalenti a quelli prodotti da una centrale atomica degli anni ’70, ma le previsioni parlano del raggiungimento del traguardo dei 1.000 Mw per l’inizio del 2010.

La crisi economica del periodo 2008/2009 ha indubbiamente rallentato il processo di crescita, sia per la generale fortissima restrizione finanziaria, sia per il repentino venir meno del vantaggio economico assicurato dal fotovoltaico rispetto per esempio al costo del petrolio, le cui quotazioni sono passate nel giro di pochissimo tempo dai 150 ai 35 dollari al barile.
Ora però il vento sta cambiando, le materie prime hanno ripreso a salire e la domanda mondiale di energia sta preparandosi ad una nuova fase di forte crescita: non dimentichiamo infatti che mentre il mondo occidentale faceva i conti con una recessione di 5 o 6 punti percentuali, colossi come la Cina registravano comunque tassi di crescita dell’8%, pronti a ritornare nel giro di un anno o poco più verso la soglia del 10% e oltre. E proprio la Cina, come testimonia il suo recentissimo impegno a ridurre fino al 40% le emissioni di anidride carbonica per unità di Pil entro il 2020, sta impegnandosi da par suo, cioè con grandiosi investimenti, nello sviluppo e utilizzo del sistema fotovoltaico per la produzione di energia pulita.
Da parte loro tutti i governi centrali stanno rinforzando con leggi ad hoc il controllo sul risparmio energetico e l’incentivazione all’utilizzo di energia pulita: l’Italia stessa sta seguendo questo trend, tanto che nel decreto interministeriale del 19 febbraio 2007 (incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare) è prevista anche la necessità di integrare la tecnologia solare fotovoltaica nella costruzione di nuovi edifici, rispettandone tra l’altro gli equilibri estetici e compositivi (da questo particolare aspetto prende ulteriore vigore un nuovo filone tecnologico di evoluzione del sistema fotovoltaico, di cui parleremo nei prossimi numeri della Newsletter Vitrum). L’energia prodotta da fotovoltaico viene agevolata attraverso un sistema tariffario incentivante, che premia i piccoli impianti domestici con una capacità fino a 3 Kw. Le agevolazioni crescono con il progressivo livello di integrazione architettonica dell’impianto, armonizzando cioè gli aspetti tecnici ed estetici della tecnologia fotovoltaica con quelli della costruzione, senza compromettere le funzionalità di entrambi.

Stiamo assistendo ad un processo di rapida evoluzione del fotovoltaico, se è vero che il raggiungimento del traguardo di 1 Gw di potenza installata equivale a quella di una centrale nucleare di media dimensione, con il vantaggio di rendere disponibile energia “pulita” e soprattutto raddoppiabile nel giro di uno o due anni, contro i 15 anni necessari per rendere fruibili le prestazioni di una nuova centrale nucleare. La crescita del fotovoltaico è stata notevolissima negli ultimi due/tre anni, ma si è arrestata come si diceva nel 2009. Ora però si prevede che gli incentivi statali faranno riprendere la corsa, fino a che la raggiunta maturità del sistema e la presenza di un sufficiente numero di aziende in concorrenza tra loro saranno in grado di dare stabilità e autonomia economico- finanziaria all’intera filiera.
Va letta secondo questa logica la ricerca in atto delle soluzioni tecnologiche più performanti, che porterà ad una selezione naturale e ad un rafforzamento delle aziende che meglio riusciranno nell’intento, con una particolare attenzione per l’equilibrio, tuttora problematico, di costi e benefici.
L’industria del vetro si è già di fatto iscritta a questa competizione e sta cercando di individuare le metodologie più equilibrate per produrre vetro di altissima qualità: la piena ripresa della corsa del fotovoltaico, ormai alle porte, costituirà un vantaggio estremamente interessante per le aziende che avranno fatto i migliori investimenti in ricerca e tecnologia per la lavorazione del vetro.
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